Eccomi anche su Instagram @alluklovers

Non si può negare che nell’ormai 2019 è necessario un mezzo di comunicazione più istantanea (come del resto la comunicazione vuole oggi). Ecco perché ho appena aperto una pagina Instagram @alluklovers che potete seguire con un click.

Non temete, il blog continuerà a vivere, ma sarà molto più facile tenerci in contatto e condividere curiosità.

Perciò aspetto il vostro follow!

Speak to you soon,

Irene

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Christmas crackers e divieti: Dove comprarli e come spedirli?

Ciao a tutti!

E’ passato qualche anno da quando ho pubblicato il post dedicato ai tipici Christmas cracker.  Qui vedremo dove acquistarli (sia in persona che online) o come fare per trasportarli se si viaggia in aereo, cosa diventata un po’ più complicata nel corso del tempo.

I Christmas crackers sono un elemento decorativo natalizio tipico delle tavole inglesi, che contengono una sorpresina, una corona di carta e una barzelletta o colmo, e che “scoppiettano” quando aperti, ovviamente seguendo le modalità della tradizione.

Se vuoi saperne di più puoi leggere tutto qui: https://alluklovers.wordpress.com/2014/12/23/christmas-crackers-per-un-natale-a-tema-inglese 

 

Purtroppo, nel corso degli ultimi anni trascorsi dalla pubblicazione del post le regole per il trasporto dei Christmas crackers sono piuttosto cambiate.

SE VIAGGIATE  E VOLETE PORTARE I CHRISTMAS CRACKERS CON VOI:

Molte compagnie aeree vietano il trasporto dei Christmas crackers per via della sostanza scoppiettante, classificata come “esplosiva”.

Alcune compagnie come EasyJet consentono il trasporto dei Christmas Crackers senza restrizioni, sia portandoli in bagaglio a mano che imbarcando la valigia. Molte altre però, come British Airways, ne consentono il trasporto solo e soltanto nel bagaglio destinato al trasporto in stiva, il cosidetto “checked in luggage”. Come riporta il sito, le confezioni devono essere originali e sigillate e se ne possono avere due a persona. ATTENZIONE: Altre compagnie come Ryanair ed Emirates ne vietano del tutto il trasporto e non vi consentiranno la spedizione del bagaglio, o eventualmente l’ammissione a bordo.  Tutte le compagnie non possono consentire il trasporto dei Christmas crackers in voli verso gli USA.

(Non ho trovato normative specifiche per quanto riguarda Alitalia ma ho scritto alla compagnia per avere informazioni a riguardo. Io li ho sempre portati imbarcandoli, ma ora tutto è cambiato per cui appena ho risposta vi informo, o se lo sapere lasciatemi un commento!)

Per lo stesso motivo, e per motivi di garanzia che ne derivano, molte aziende commerciali come John Lewis hanno deciso di non consentire o chiudere le spedizioni fuori  dal Regno Unito.

ACQUISTARE I CHRISTMAS CRACKER IN ITALIA E ONLINE

Se siete a Roma, potete acquistare i cracker da Vertecchi, in via della Croce (traversa di via del Corso). Il negozio offre confezioni da 6 o 12 crackers che costano più o meno dai 16 ai 40 euro.  Se siete altrove potete comodamente acquistarli online:

https://shop.vertecchi.com/it/577-crackers

inoltre alcune aziende inglesi come Marks & Spencer spediscono in Italia!

Qui il link al loro e-shop:

http://www.marksandspencer.com/l/christmas/christmas-decorations-and-christmas-trees/christmas-crackers?OmnitureRedirect=crackers.

Potete trovarne altri qui:

https://www.richmonds.it/shop/festivita/natale/crackers-di-natale

Inoltre c’è un’ampia scelta su Amazon Italia.

 

 

Dunque è sempre possibile prentare a tavola questa particolare tradizione britannica e stupire i vostri ospiti :)!

Se vi interessa sapere come organizzare un’intera cena natalizia inglese, ecco a voi il link: https://alluklovers.wordpress.com/2016/12/18/la-cena-natalizia-inglese/

Se vi occorrono più informazioni potete lasciare un commento e sarò ben lieta di rispondervi 🙂

 

Buona preparazione!
Irene

INGLESE: Coke vs C*ck.. Quando una pronuncia scorretta diventa una parolaccia.

Ciao a tutti! Quante volte vi è capitato di chiedere una Coca e pronunciare male la parola COKE in uno dei vostri primi soggiorni all’estero e di farvi ridere in faccia? Se non vi è capitato siete fortunati.  Infatti questa parola mal pronunciata in inglese prende  un significato assolutamente diverso.

Ci sono molte parole in inglese che se pronunciate con la condizione dell’accento italiano diventano parolacce in inglese, cosa che inevitabilmente fa fare delle gran figuracce.

Ho pensato di spiegarvele registrando un video, per rendere molto più facile la cosa. E’ la prima volta che realizzo un video, vedrete che è molto minimale dato che non sono affatto esperta, anzi. Se pensate non sia abbastanza chiaro, avete bisogno di ulteriori spiegazioni potete tranquillate lasciare un commento e vi risponderò!

 

Basta ‘the cat is on the table’ e roba arcaica. Libera risorsa per conoscere la cultura giovanile e imparare l’inglese autentico. Novità!

Ciao ragazzi,

non scrivo mai sui miei post quando scriverò il prossimo articolo, perché lo ho sempre fatto in base al mio tempo, idee, e voglia di trafficare nel blog. Mi ha fatto davvero molto piacere però notare che le visite crescono di giorno in giorno e le domande anche. E’ fantastico essere utile per chi per un motivo o per l’altro ha bisogno di sapere di più su lingua o cultura: genitori preoccupati per i loro figli che cresceranno in un paese diverso, studenti di lingue, piccoli curiosi, amanti dell’estero. E poi ci sono i mitici anglofili. Noi anglofili ci capiamo. Amiamo la lingua, la cultura, lo stile. A noi uscire con il pigiama rosa sembra normale, perché è così che funziona lassù nel Regno Unito.  Mi piace che delle persone abbiano curiosità verso un qualcosa per cui ho molta passione e mi piace ancora di più rispondere e condividere le mie conoscenze. Diciamolo, l’inglese che i molti conoscono non è mai autentico ed è piuttosto povero,  ma questo è normale, non si può dare la colpa a chi vorrebbe ben parlarlo. I corsi costano, il tempo scarseggia, le risorse sono poche e gli insegnanti usano metodi vecchi.

Ci sarebbe invece bisogno di qualche school guy preso dalle backstreet di qualche cittadina inglese che ci possa far fare una vera full immersion nel mondo albionico. 

Ecco perché  voglio mettere a totale disposizione il blog e scrivere con un impegno di 15 giorni (solo per cominciare). Ogni due martedì uscirà un nuovo post che vi aggiornerà su curiosità linguistiche, temi specifici, e pillole di cultura, che sia vera, giovanile  e quotidiana.

Basta vecchi metodi, “the cat is on the table” o tradizioni profanate.

Dunque se ricevere questo tipo di info può esservi utile vi consiglio di subscribe e rimanere aggiornati con le piccole lezioni di lingua e di vita. Ve lo raccomando se state facendo il possibile per immergervi in questa cultura, se il brit pop è il vostro amore e se con l’immaginazione siete sempre a Londra. ve lo raccomando se conoscere piccole perle di vita quotidiana può essere utile per la vostra vita e quella dei vostri cari. Ve lo raccomando se siete semplicemente curiosi e amate essere informati prima di prendere parte.  Questo è decisamente il blog per voi.

LA cena natalizia inglese.

Ciao a tutti ragazzi belli! Chiedo solennemente scusa, ma sono stata busier than ever, sto insegnando inglese in una scuola e ho voglia ancora di più di  dedicarmi a questo canale della manica online.

E’ quasi Natale, e questo è sicuramente il periodo dell’anno in cui ricevo statisticamente più visualizzazioni. Ha riscosso successo (se così si può dire) il mio post in cui vi parlavo dei Christmas crackers. In più, non ho fatto altro che ricevere “cosa si mangia li a Natale?” come domanda frequente. Sia ben chiaro, mi fa sempre piacere quando persone si interessano ad altre culture e internet per questo è pazzesco. Allora pensavo: perché non spiegare proprio com’è che si svolge una cena natalizia inglese?

Vi dico subito una cosa: THE CHRISTMAS DINNER IS A BIG DEAL! 

E così il Natale in generale. Non puoi frequentare alcun ambiente in cui non venga proposta una cena o un party natalizio. E quando lo fanno, lo fanno sul serio. Con tanto di catering e intrattenimento. Pensate che addirittura, l’università dove ho studiato serve a mensa a dicembre il Christmas lunch, mentre gli uffici si trasformano in locali altolocati.

Il menù tradizionale

Mentre in Italia il menù varia moltissimo di regione in regione, nel Regno Unito la differenza è minima, e troverete bene o male le stesse pietanze ovunque (un po’ più variegato è il menù irlandese). Dimenticatevi di antipasti, pasta, lasagne, pesce etc etc. Il piatto inglese di Natale nasce come un piatto semplice, comunque abbondante.

Tacchino ripieno di mandorle o altre nuts, cavolini di Brussels,salsicce arrotolate nel bacon (ovvero i so-called pigs in blankets ‘maialini in coperta’), patate e carote arrosto o mashed e salse succulente (tipo salsa di mirtillo), il tutto servito in un unico piatto.  Inoltre a molti piace servire un antipasto che sia di pesce, per lo più il cocktail di gamberetti o ostriche per i più agiati, ma questo varia di famiglia in famiglia.

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Dopo il main course di tacchino e cavoli si passa al dessert, ovvero il Christmas pudding, dolce di frutta e porridge, elemento natalizio fondamentale e di cui potete trovare una storia curiosa qui: http://www.whychristmas.com/customs/pudding.shtml

E’ un’usanza originariamente irlandese servire un bicchierino di Baileys con ghiaccio a fine pasto. Il Baileys per quanto amato 365 giorni l’anno è immancabile a Natale.

Qualcosa di fondamentale e typically British.

Non dimenticatevi di apparecchiare la tavola con un piattino (side table) a lato del piatto grande con un una fettina di burro e un mini pane da poter mangiare tra un boccone e l’altro e per poter poggiare le posate in uso. Questa è una delle regole fondamentali in qualunque cena inglese che si rispetti! 

Ovviamente nella vostra tavola per segnare il posto e coronare questa festa non possono mancare i Christmas Crackers, di cui potete leggere qui: 

https://alluklovers.wordpress.com/2014/12/23/christmas-crackers-per-un-natale-a-tema-inglese

Si inizia a mangiare alle 18, e mi raccomando a non fare più tardi!

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Vi lascio inoltre con questo articolo della BBC su come organizzare una vera Christmas dinner un po’ posh!

http://www.bbcgoodfood.com/recipes/category/christmas-dinner

Spero sia stato interessante e utile per una serata diversa e  particolarmente inglese, come sempre non esitate a chiedermi qualunque cosa!

Have a Merry Christmas!

Irene

Sei davvero terrificante…

terrificterrific day

 

 

 

 

 

Vi siete mai sentiti dire di essere terrificanti da qualche English speaker? O che terrificante è il vostro lavoro, la vostra idea… Tranquilli è tutto okay, siete meravigliosi!

Già perché terrific ha un connotato assolutamente positivo! Peccato l’abbia capito soltanto dopo essermi sentita dire “Oh my God this was terrific!” dalla mia professoressa dopo aver consegnato un progetto universitario sul quale avevo lavorato sodo. Perciò non meravigliatevi se un giorno siete particolarmente carini e vi danno del terrific :)! O magari vi augurano un terrific compleanno. Ad ogni modo è un bel complimento. Può anche voler dire grande, assurdo. Infatti ha lo stesso significato di great.

Se la vostra intenzione è dire terrificante, allora il termine da usare non è altro che  terrifying.

Spero di avervi salvati da qualche situazione scomoda!

A presto,

Irene

“SomeONE gave me THEIR pen”…Errore? ‘Il suo’, ‘il loro’ e altri usi del plurale in inglese (nomi collettivi).

Nel mio precedente post ho parlato di come il pronome them possa essere usato in alcuni casi riferendosi  a soggetti singolari, sia maschili che femminili; in parole molto povere questo avviene quando il genere del soggetto è sconosciuto, un po’ come gli nell’italiano (eccovi il post per dettagli https://alluklovers.wordpress.com/2016/01/13/inglesegli-glieloa-e-glielie-come-si-traducono-in-forma-neutrale-e-non/).

A volte però si può fare confusione anche quando in questione ci sono gli aggettivi possessivi.

La domanda più frequente è:  perché quando  ci sono soggetti al singolare come SOMEONE si usa THEIR al posto di his o her?

La risposta ancora una volta è perché questo è totalmente corretto e previsto dalla lingua inglese standard quando non sappiamo se si parla di soggetto femminile o maschile. 

Ad esempio, in una situazione in cui  troviamo un oggetto per strada e non sappiamo se appartenga ad un uomo o una donna, per raccontare l’evento potremmo dire:

‘someone lost their card’.

Tutto chiaro? Questo può avvenire anche con nomi collettivi che grammaticalmente sono singolari, e la cosa riguarda non solo gli aggettivi bensì anche i verbi e tutto ciò che riguarda il soggetto. Ad esempio:

‘The team went back to their hotel’

‘Police are driving their cars’ 

Come potete vedere, police o team sono  nomi singolare. Eppure, essendo nomi collettivi, tutto (verbi, aggettivi e quanto altro) viene coniugato al plurale. Ciò è ben diverso dalla grammatica italiana. Tuttavia in inglese non è un errore, al contrario è invece previsto dallo Standard English.

Spero tutto sia caso e mi raccomando lasciatemi sapere con un commento se avete bisogno di ulteriori chiarimenti e post, sono sempre in linea per leggere 🙂 !

Al presto,

Irene

Inglese: come si traducono correttamente”Gli”, “Glielo/a” e “Glieli/e”.

Ciao a tutti quanti!
Mi sono accorta di quanti dubbi possa creare tradurre in inglese il pronome personale “gli” (complemento di termine che risponde a “a chi?”) o  la parolina “glielo\a” (che include il complemento oggetto più termine), come in diglielo, mandaglielo, spedisciglielo, quando il genere dell’oggetto di cui parliamo non è specificato. Procediamo per passi:

Quando ci stiamo riferendo a una persona o oggetto maschile, il complemento “gli” si traduce con him. Quando la persona invece è femminile si dice her.

Ad esempio: “Inviagli la lettera” riferendosi ad una persona di sesso maschile si traduce con “send him the letter”. Se la frase si riferisce ad una persona di sesso femminile si traduce con”send her the letter”. Se poi vogliamo omettere “the letter”, allora traduciamo “send it to him/her”.

Ma cosa succede se ci stiamo riferendo a un gruppo di persone generale, un’entità collettiva, e quindi non è possibile specificare il genere del pronome personale? 

In italiano si usa sempre il maschile “gli”. Infatti “mandagli la lettera” può riferirsi ad un singolo o ad un gruppo, al maschile o al femminile.

In inglese invece si usa sempre il complemento di termine al plurale “them”. Dunque la farse “mandagli la lettera domani” se non si conosce il genere della persona di cui si parla diventa “send them the letter“.

Notare  che anche se chi sta parlando si riferisce ad una sola persona, se non si conosce il genere di quest’ultima, sentirete comunque dire “them. Ad esempio. John ha trovato un cappello (“hat”) sul bus a vorrebbe restituirlo alla persona a cui appartiene. Non sa se la persona a cui appartiene sia uomo o donna e dice “vorrei ridargli il cappello”. Nonostante sia chiaro che il cappello appartenga ad una persona singolare, in inglese John direbbe ” I would like to give them back the hat” o “I would like to give the hat back to them” o ancora “I would like to give it back to them“, proprio perché non c’è un genere specificato.

Spero sia tutto chiaro, ma per qualsiasi dubbio lasciatemi un commento e farò in modo di rispondervi al mio meglio! 🙂

Alla prossima

Irene

Mandare i propri figli a scuola inglese: come funziona e cose da sapere!

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Mi è stato chiesto da molti genitori spinti dalla curiosità come si svolgono gli anni di scuola per i bambini nel Regno Unito. Ecco perché ho provveduto con un post che spiega la loro struttura generale e dei consigli pratici sulla vita scolastica stessa.

Capita a molte famiglie italiane e non solo a doversi trasferire per motivi di lavoro, specialmente nella capitale inglese. Oppure di iscrivere i propri figli a scuola con curriculum straniero.Ci si chiede dunque se sia importante parlare italiano a casa, se non sia necessario, cosa studieranno e quanto sarà simile il programma al nostro per un eventuale trasferimento nella madre patria.

Punti da sapere:

Primo periodo di silenzio: i bambini recepiscono e assimilano una lingua molto velocemente. Anche se potrebbero non parlare per un periodo, prima o poi vi sorpenderanno con un lungo e complesso discorso nella loro nuova lingua! I bambini infatti tendono prima a metabolizzare, e solo in seguito a esternare un nuovo linguaggio acquisito. Linguisti dedicati a questo particolare comportamento chiamano questo il ‘silent period’.

Scrivete in italiano a casa!: oltre ad essere importante comunicare in italiano è molto importante che lo si impari a scrivere. In inglese le parole spesso non vengono scritte come si pronunciano e i bambini a scuola imparano grazie a delle flash card: una carta con un disegno e la parola scritta al di sotto, così che associno il suono della cosa con la scrittura corretta. In italiano si impara invece a trascrivere il suono,  un processo abbastanza differente e che ha bisogno di allenamento.

Iscriveteli a 5 anni (o a 4): Il sistema inglese prevede che i bimbi frequentino la prima elementare dai 5 anni, per terminare a 16 o ai 18. Questo non è necessario (in una classe posso esserci varie età) ma è comune. Infatti molte scuole considerano l’età di ammissione degli alunni in base l’anno accademico, altre in base l’anno convenzionale. Inoltre Volendo possono essere iscritti per un anno facoltativo di preparazione alla scuola già a 4 anni. Prima di questo c’è il kindergarten, il nostro asilo.

Cancelleria: I quaderni sono forniti dalla scuola, i libri passati da anno in anno da vecchi studenti, il diario, sempre fornito dall’istituto, è una vera e propria agenda. Colla, pennarelli, matite colorate, forbici e strumenti varie sono tutti distribuiti durante la lezione quando saranno necessari. Non preoccupatevi di comprarli! Ah, ovviamente indosseranno un uniforme!

A scuola fino a luglio! Già, la scuola finisce a luglio. Tuttavia ci sono più vacanze pubbliche durante l’anno, o “reading weeks”, settimane in cui si può rimanere a casa a studiare per recuperare i programmi.

“Grammar school” non è scuola di grammatica: ma semplicemente un modo antico di chiamare la scuola secondaria, dove in effetti nel periodo vittoriano era usuale studiare grammatica e ciò che più era intellettuale.

Scuola solo ragazze!: se invece  è una “grammar school for girls” allora la scuola è esclusiva per femminucce, e questo è ancora così oggi.

Il sistema inglese

La scuola va dal grade 1 al grade 11. I grade corrispondo all’anno frequentato. La prima elementare è grade 1, e così via. Dunque in questo modo si può costatare che la scuola inizia a 5 anni  e finisce a 16. Nonostante sia un ciclo unico, si divide in primary (grade 1-grade 6, dai 5 agli 11 anni) e secondary (dagli undici anni in su). I grade poi possono avere denominazioni diverse, ad esempio il decimo e l’undicesimo (dai 14 ai 16 anni) viene chiamato GCSE (. Questo è il periodo in cui la scuola è obbligatoria, le materie sono variegate, e coprono programmi generali un po’ come in Italia.

Dopo il grade 11 possono mettere la loro divisa nell’armadio e frequentare “la scuola dei grandi”, il cosiddetto A level, due anni di preparazione in cui possono scegliere tre materie che gli alunni pensano potrebbero approfondire all’università. I voti finali del A level potrebbero infatti avere un impatto nell’ ammissione all’università.

Vi parlerò dell’università in un altro post, ma non dimenticate che i vostri figli dovranno iscriversi a gennaio dell’anno in cui vogliono iniziare (l’università inizia a settembre e finisce a giugno come un classico anno scolastico).

Altre caratteristiche comuni:

Le scuole inglesi hanno belle  strutture e sono ben organizzate, provviste di tecnologia (non meravigliatevi se il vostro bambino saprò usare un tablet e sistemi Apple), dedicati spazi per sport e attività extra curriculari. Il pomeriggio o la mattina presto vengono organizzati corsi di recupero per chi non ha i voti necessari per passare la materia.  Nelle mense mettono a disposizione stand di frutta da mangiare in qualunque momento (per promuovere una dieta sana). I programmi sono più pratici che teorici, il che può essere giudicato più o meno giusto, comunque c’è da sapere sono più orientati sul “saper fare”.

Questa è la mia esperienza personale a scuola, ovviamente  possono esserci variazioni. Comunque credo di avervi dato un quadro piuttosto generale, condividete pure commentando quale è la vostra esperienza, o chiedetemi pure consigli personali!